Gap. LXXI.¶
Translation¶
Note
English translation to be added.
Notes¶
Note
Notes to be added.
Original Text¶
Sonno alcuni vocabuli excelso Duca inducti dali sapi-
enti fra le mathematici discipline per intelligentia de lor parti
acio in ninna se habia 'equiuocare li quali achi in epso non
fosse molto experto darebono noia, e sopra in questo nostro
compendio spesso inserti commo hauerete legendo trouato. E
per non deuiare dali antichi li auemo obseruati. Deli quali non
senza vtilita mi par qui sucinte al lectore dar notitia. E prima
dela ypothesi.
Per la ypothesi se deue intendere el presuposito amesso
e concesso fra le parti auctore e aduersario mediante el quale
se intende concludere, e negato non sequita conclusione. E pero
non se costuma a meterlo sei non e possibile.
Per la ypothumissa in tutte le figure rectilinee maxime se
intende la linea che al magior angulo de quelle fia opposita.
Ma propriamente se costumato intendere. El lato opposìto alan-
gulo recto neh triangoli rectangoli ouer ortogonii che cosi se
chiamano in larte. Quali de necessita sempre sonno la mita dela
figura quadrata onero del tetragon longo cioè figura rectangola
de 4 lati più longa che larga.
Corausto se intende vna hnea recta quale congiugni le
extremita dele doi in alto eleuate. E possano li corausti esser
più e meno secondo el numero dele linee eleuate.
Cono dela pyramide voi dir el ponto supremo dela cima
oue le linee che partano dala basa sua concorano.
Corda pentagonica ouer pentagonale o vogliamo dire de-
langolo pentagonico tutto se intende vna linea tirata deritta ucla
## p. 121 (#133) ############################################
figura pentagona de vno deli suoi qual si voglia angulo a Jaltro
a quello opposito commo più volte se facto.
La perpendiculare voi dir vna linea recta eleuata ouer
situata sopra vnaltra a squadro cioè che facia vno o più an-
goli recti intorno a se. E cosi ancora quando ella stesse al
modo dicto situata in su vna pian superficie. E coraunamente
se costuma trouarla neli triangoli per lor mesura commo in
dieta nostra opera a suo luogo dicemmo.
Catheto inporta el medesimo che la perpendiculare e per
li vulgari grossamente neli trianguli fia dicto comuniter saetta
del triangulo e vene dal greco vocabulo.
Dyametro propriamente se intende nel cerchio vna linea
recta che passa pel suo centro e con le sue extremita tocca la
circumferentia de ogni parte e diuide el cerchio in doi parti
equali. Ma se costuma ancora neli quadrati dir el dyametro. E
pero per non equiuocare se dici dyametro de cerchio e dyame-
tro del quadrato a differentia deluno e delaltro.
Parallelogrammo se intende vna superficie de lati equidis-
tanti, le quali propriamente sonno quadrilatere cioè quelle 4
specie che disopra àueste nel capitolo 69. diete quadrato tetra-
gono longo rombo e romboide e per altro nome elmuaym e
simile al elmuaym. E benché ogni figura de lati pari habia lati
oppositi equidistanti commo lo exagono octagono. decagono.
duodecagono e altre simili, non dimeno quelle 4 se hano parti-
cularmente a intendere.
Dyagonale principalmente se intende vna linea recta tirata
da vnangulo alaltro opposito nel tetragono longo che lo diuida
in doi parti equali ad rationem del quadrato. E ancora nel rombo
e romboide se vsitano cosi chiamarla.
Centro propriamente fia dicto nel cerchio quel ponto medio
nel qual fermando el pede imobile del sexto laltro girando el
cerchio se descriue con la linea dieta circunferentia ouero peri-
feria. E da quel ponto tutte le linee ala dieta circunferentia
menate fra loro sonno equali. Ma se vsa ancora in laltre figure
rectihnee dir eentro el ponto medio di lor superficie, commo
neli triangoli quadrati pentagoni exagoni e altre equilatere e
anco equiangole che da cadauno de li loro angoli al dicto
ponto le recte protraete tutte similmente fra loro siranno equali.
## p. 122 (#134) ############################################
Saetta fia dieta quella linea recta che dal ponto medio
delarco dalcuna partione del cerchio si mone e cade a squadro
nel mezzo dela sua corda, e dicise saetta respecto ala parte dela
circumferentia che si chiama arco a similitudine delarco mate-
riale che anche vsa dicti 3 nomi cioè corda arco e saetta.
E benché asaissimi altri vocabuli sienno vsitati deli quali
apieno nela grandopera nostra habiamo tractato. non mi curo
qui adurli ma solo questi necessarii ala intelligentia del presente
compendio a vostra celsitudine me parso adure el quale se con
tanto numero de carti non fia concluso, m.a non de menore
substantia e altissime speculationi in epso se tractato. E vera-
mente Excelso Duca non mentendo a vostra celsitudine dico la
speculatione deli mathematici non poterse più alto virtualmente
extenderse. auenga che aleuolte magiori e menori acagino le
quantità. E in questi el nostro philosopho Megarense concluse
e termino tutto el suo volume de Arithmetica Geometria pro-
portioni e proportionalita in XV. libri partiali distincto commo
ala intelligente fia chiaro. E pero non poca gratia e dignità
acrescera ala vostra prefata dignissima bibliotheca commo di-
nanze in la nostra epistola dicemmo, per esser lui vnico e solo
di tale ordine a^) me composto, e a niun finqua (saluo a vostra
celsitudine) in tutto lo vniuerso noto. E qui nela inclita vostra
magna cita de Milano non con mediocri affani e longhe vigilie
sotto lombra de quella e del suo quanto figliuolo mio immerita-
mente peculiare e singulare patrone San Galeazzo Sforza Seue-
rino de Aragonia aniuno nele militari posponendo. E dele nostre
discipline summo amatore, maxime ala giornata dela assidua sua
lectione de quelle gustando sutilissimo e suaue fructo. E sia per
conclusione del nostro processo la humil venia e debita reue-
rentia del perpetuo seruo de vostra celsitudine ala quale infini-
tamente in tutti modi se recomanda. Que iterum atque iterum
ad vota felicissime valeat.
Finis a di 14. decembre in Milano nel nostro almo con-
uento MCCCCXCVII. Sedente summo pontifice Alexandro VI.
del suo pontificato anno VII.
I) 1. da.
## p. 123 (#135) ############################################
123
Ali suoi carissimi discipuli e alieui Cesaro dal saxo. Cera
del cera. Rainer Francesco de pippo. Bernardino e Marsilio da
monte e Hieronymo del jecciarino e compagni de Borgo San
Sepulchro degni lapicidi de scultura, e architectonica faculta
solertissimi sectatori. Frate Luca paciuolo suo conteraneo ordinis
Minorum et sacrae theologie professor. Si Placet Deo.
Essendo da voi più volte pregato che oltra la prathica de
Arithmetica e Geometria datoui insiemi ancora con quelle dar
viuolesse alcuna norma e modo a poter consequire el vostro
disiato effecto delarchitectura non posso (quantunque occupa-
tissimo per la commune vtilita deli presenti e futuri in la expe-
ditione dele nostre opere e discipline Mathematici quali so^) con
ogni solicitudine in procincto de loro impressione) che se non
in tutto ma in parte non satisfacio ala vostra humana pre-
ghiera: maxime quanto cognoscero al proposito vostro necessario.
Onde comprendo senza dubio (comme nel laltre commendabili
parte sempre ve sete con ogni studio exercitandoue delectati)
cosi in questa con più ardente desiderio siati disposti. Pero
recusando ogni altra impresa mison messo tutto prontissimo
volerue (commo e dicto) almanco in parte satisfarui. Non con
intento al presente de simile arte: immo scientia a pieno trac-
lare reseruandomi con laiuto delo altissimo a più commodi
tempi e ocio che a tali discipline saspectano per esser materia
da coturno e non da scioco. Si che vi prego che interim con
questo operando non ve fìa tedio laspectare del qual (se pegio
non aduiene) spero in breue sirete a pieno da me satisfacti.
e anco con quella prometto darue piena notitia de prospectiua
medianti li documenti del nostro conterraneo e contemporale di
tal facoltà ali tempi nostri Monarca Maestro Petro de franceschi
dela qual già feci dignissimo compendio, e per noi ben apreso.
E del suo caro quanto fratello Maestro Lorenzo canozo da
Lendenara: qual medesimamente in dieta faculta fo ali tempi
suoi supremo chel dimostrano per tutto le sue famose opere si
intarsia nel degno coro del Sancto a Padua e sua sacrestia, e
in Vinezia ala Ca grande comme in la picture neli medemi
luoghi e altroue asai. E ancora al presente del suo figliuolo
^) 1. son.
## p. 124 (#136) ############################################
I 24
Giovanmarco mio caro conpare, el quale summamente patriza
comme lopere sue in Roico el degno coro in nostro conuento
Venegia e in la Mirandola de architectura la degna fortezza con
tutta oportunita bene intesa e de continuo operando nel degno
hedificio auite nel cauar canali in Vinegia se manifesta. Si che
ciascuno di voi ne sira in tutto satisfacto : benché al presente
ne sciate 1) a sufficientia ben moniti etc. Bene valete e a voi
tutti me recomando. Ex Venitiis kal. Maii MDIX.
Per ordine del nostro desiderio tiro lo infra scripto modo
videlicet. Prima diuideremo larchitectura in tre parti principali de
li luophi publici che luna fìa deli templi sacri, laltra de quelli
deputati ala salute e defensione dele piccole e grandi republiche
e deli luoghi ancora priuati e particulari la terza de quelli ala
propria oportunita necessarii deli proprii domicilii quali ci hanno
dale cose contrarie e ali corpi nostri nociue sempre a defendere.
Peroche in queste e circa queste dieta faculta sue forze extende etc.
In lequali dilectissimi mei al presente volendo intrare troppo
longo serebbe el processo reseruandomi comme e dicto. Concio-
sia che deli templi non sene potria dir tanto che più non me-
ritassero per loro sacratissimo culto. Gommo a pieno el nostro
Vitruuio ne parla. Del altra parte ala defensione deputata non
menore sarebe el dire, conciosia che infinite quodammodo sieno
le machine e dispositioni militari. Maxime per li noni modi de
artegliarie e bellici instrumenti quali dali antiqui mai foron
excogitati. Deli quali li nostri strenui Borghesi a pede e a ca-
uallo al tutto prontissimi (non che a Italia tutta) ma fin che dela
terra el suonovsci. Gomme de Antonello quale con lo bracio de
Venetianij insiemi con lo Duca durbino Federico e conte Carlo
da montone in romagna se ritroua a remettere in Faenza el
San Galeotto, e doppo limpresa de graue febre opresso tornando
a casa in Vrbino fini sua vita, apresso lui standoli el Reuerendo
Padre M. Zinipero e frate Ambrogio miei carnali fratelli del
medesimo ordine seraphico. Gostui nel reame al tempo del re
Ferando nelimpresa danzoini e Ragonesi portandose virilmente
ila lu fu facto Signor de castelli con suoi descendenti. Poscia
nelli porti de Lombardia conducto dal Duca Francesco de
1) I. siate.
## p. 125 (#137) ############################################
Milano doue magnanimamente portanciase da lu ne fu ben remu-
nerato. Da questo naque Alexandro degno condoctieri con lo Re
e Fiorentini e altri potentati. Questo Antonello lascio perpetuis
temporibus al conuento nostro fabrica de degna capella de San
Francesco con dignissima dote qual suoi successori de continuo
hano ampliata. De Benedetto detto Baiardo mio stretto affine
alieuo de Baldacio danghiari famosissimo più volte Generale
capitano de fanti, prima delo re Alfonso in lo reame, poi de
sancta chiesa al tempo de Nicola, poi de Fiorentini alimpresa
de Volterra a expugnarla poi de Venetiani doi fiade e lultima
Capitano de tutta Leuante. E andando alimpresa de Scutari
preuenuto dal fluso con suo e mio nepote Francesco paciuolo.
In ragusa lultimo di lor vita lascìaro. Costui feci de dicti nostri
Borgesi molti valenti contestabili cioè Gnagni dela pietra che
ala defensione de Scutari contra Turchi ferito nel bracio de
veretona tosicato in breue mori. Questo fo quello che con sua
roncha a vn colpo getto la testa de Taripauer in terra con molti
suoi sequaci qual venne contradimento a Spalato per amazare
el conte gentilhomo Venetiano e tor la terra ala Signoria de
Venegia. Di costui non bastarla la carta a dirne con tanta stre-
nuita sempre se adopero. Costui nel tempo del conte Jacomo
in romagna più volte de se feci experienza correre a pede per
vn grosso miglio a paro de barbari e veloci gianetti solo con
vn deto toccando la staffa. Di lui rimase ben puttino, el degno
oggi contestabile Franceschino suo primo genito qual sempre la
Signoria de Vinegia con diligente cura e prousione ha eleuato.
e al presente la roccha de Triesti li ha data in libera guardia.
E altri suoi famosi eleuati similmente lascio, cioè meser Franco
dal borgo. Todaro degni stipendiari de Venetiani. e Martinello
da Luca al presente ala guardia de Cipro. Non manco serebe
da dire del suo carnai fratello Andrea, qual manco de febre al
servigio deli nostri Signori Fiorentini, e prima Capitano dela
fanteria deli Signori Venetiani contro li Todeschi alimpresa de
Trento donde a torto acagionato la Illustrissima Signoria senzaltre
pene doppo vn anno e cinque de conosciuta sua innocentia e
che era tutto per inuidià h fo facto lo libero crescendoH amore
e conditione grandissime, e al fighuolo Matheo superste debita-
mente sempre proueduto e al presente ala guardia de Asolo in
## p. 126 (#138) ############################################
Bresciana con degna compania deputato. El simile alaltro suo
figliuol Giouanni ala guardia de Corizza in frioule lascio del
degno altro conciue nostro strenuo armigero da tutti amato.
Vicodolzi per cognomento apellato. e altri asai nellarmi viril-
mente sempre exercitatosi e di questa presente vita con debito
honore alaltra translatati. Tornando al nostro Benedetto Baiardo
similmente da lui foron facti li degni contestabili nostri Bor-
ghesi Cincio de scucola contre suoi fratelli Buciuolo de lapegio e
Chiapino suo fratello che a Lepanto ali stipendii Venetiani
manco. Mancino e longo de fedeli digni contestabili, e Battolino
ederrata fratello de Bartolino e altri asai da lui facti, e non
manco de altre nationi amoreuile asaissìmi strenui e magni ne
feci, comme Melo da Cortona che sotto Bagnacauallo ali stipendii
Venetiani fo morto e sepulto a Rauenna. Lalbanosetto. Ciouan
greco dala guancia al presente ala guardia de Arimino per li
Signori Venetiani deputato con degna condocta de caualli legi-
eri e fanti e capitano in quel luogo. Di questo Benedetto ne
viue vn figliuolo detto Baldarzonio dato al viuer ciuile con la
sua degna madre Helisabetta. De viui al presente pur nostri
egregi! militari in tutti modi da diuersi potentati operati e con-
ducti. El magnifico cavalieri sperondoro meser Criaco palamides.
e Signor doctato dal mio magnanimo Duca de Vrbino Cuido
Vbaldo qual con linsegne militare li dono el castello e fortezza
detta Lametula pro suis benemeritis. Costui per li nostri Sig-
nori Fiorentimi sempre summamente e in reame e in terra de
chiesa e torno Pisa e in Pistoia per le factioni de panciatichi
e cancelieri con tutta strenuita portandose dal dicto dominio ne
fo de continuo benissimo honorato. Auenga che suoi primi
exordii fossero sotto lo illustrissimo Signore darimino Magnifico
Ruberto de malatesti. Qual siando capitano deli Signori Vene-
tiani mandato da loro aia defensione de sancta chiesa contra el
Duca de Calabria e liberatola in breue mori sepulto honorata-
mente in Sancto Pietro de Roma con li doi stendari publici.
cioè de san Marco e de sancta Chiesa, del qual meser Criaco non
poco la terra nostra del borgo San Sepulchro ne jfia honorata.
laltro Marco armigero e caualieri sperondoro meser Mastino
catani a cauallo sequendo el mistiere honore asai e ala sua
degna casa dela qual più caualieri sperondoro sonno stati, cioè
## p. 127 (#139) ############################################
127
padre Zeo e Auoio. El magnifico caualieri. Ancora e Signor
meser Martino de citadini medesimamente dala excelsà casa
Feltrescha. honorato. e dal prelibato mio magnanimo Duca per
suoi benmeriti facto caualieri e Signor de castello detto la massetta.
homo de tutto ingegno aiuto e gagliardia sempre da nostri.
Signori Fiorentini benissimo tractato. El magnifico meser Gnagni
rigi altro caualieri sperondoro sempre nelarmi a pede ea cauallo
exercitandose con honore asai a se e suoi e tutta la terra inuicto
patronato. Or con dicto duca ora con nostri Signori fiorenteni or
con lo illustre Signor da Pesaro e al presente con li Signori
Venetiani ala guardia de Cattaro con degna condocta capitano
deputato del nostro meser Mario de Seruardi con suoi 4 degni
figliuoli. Gristofano Piero Francesco e Troilo, Tutti degni ho-
mini darmi el padre sempre degno conductieri con diuersi
potentati feltreschi e nostri Signori Fiorentini lonore in senectute
a casa e ala terra ne ha reportato el simile el suo caro e vnito
consocio Marco dagnilo. Trouase ancora al presente de se e
suoi e tutta la patria Gnagni cognomentato picone con suoi
doi cari figliuoli Andrea e Bartolomeo qui ali stipendii Venitiani
con degna condocta homo de grande reputatione apresso loro
per hauer dise facta egregia experienta nela impresa contro
Todeschi apresso lo Illustre Duca e Signore Bartolomeo dal-
uiano e Magnifici proueditore de compo meser Giorgio cornaro
e meser Andrea gritti quali reputando in senato la sua bona
conditione ne fo con argumento de condocta ben remunerato,
e ala guardia de Fiume capitano deputato con dicti suoi figli-
uoli e Giulian carnai nepote Paulo medesimamente deputato
capitano con li nostri Signori Fiorentini insiemi con li altri
rende la casa e suoi e tutta la terra illustre per li suoi egregi
e celebri facti a Liuorno e altri luoghi oportuni de dicto do-
minio. Lascio el strenuo contestabile pur nostro conterraneo
Bronchino che alimpresa de citerna per li Vitelli fo morto, e
Goro suo ale factioni de Pistoia e cosi el suo Vitello lascio
demano che per li nostri Signori Fiorentini egregiamente por-
tandose a Pisa sotto ronche e lanze lascio sua vita. Paulo
dapici ancora in Scutari per li Venetiani con lo prefacto Gnagni
dal Borgo, e in la Castellina per li nostri Signori Fiorentini
ala guerra del Duca de Calabria sempre con dignissimi repari
## p. 128 (#140) ############################################
saluose el luogo homo per repari e a difesa a tempi suoi fra
fanteria non si trouaua vnaltro simile. Lascio ancora che prima
douiua dire Papia e Papo de Pandolpho suo nepote quali fra
pedoni el padre degno contestabil e lui capo de bandiera mai
dopo bisogno fusser con li pigri e paurosi conpulsi. Or breuiter
dilectissimi miei dela parte prelibata darciiitectura a defensione
publica comme de muri e antimuri merli j^ mantelletti torri
reuellini bastioni e altri repari turrioni casematte etc. Con tutti
li già viui e morti discorsi ale volte comme confabulando acade,
misso o con luno or con laltro molto con la experientia ocu-
lata e palpabile affatigato. Arguendo ora a vno modo e ora a
laltro vedendo loro e sue ragione aprendendo e non manco.
Con la -Illustre Signoria miser Giouaniacomo traulzi con lo
degno oratore del Dominio Fiorentino alora Pier vetori con
presentia del Pontano nel palazzo del conte de Sarno in Napoli.
E non manco con lo Magnifico e degno condoctiero Signor
Camillo vitelli dela cita de castello legendoli Jo per anni tre el
sublime volume del nostra Euclide. E in milano con lo mio
a quel tempo peculiar patrone meser Galeazo Sanseuerino e
più volte con lo excellentissimo Duca Ludovico Maria Sforza.
Finaliter trouamo questa parte dela defensione esser molto pro-
fonda ali tempi nostri per le noue machine de artegliarie : quali
al tempo del nostro Victruuio non se trouauano : e pero questo
al presente lasciaremo e con più ampio dire lo reseruaremo etc.
Questa terza parte de dieta Architectura ala oportunita e
necessita comme de palazzi e altri casamenti dentro e de fora
con tutti suoi membri : cioè camere anticamere sale portichi
studii cucine e stalle theatri e amphitheatri bagni laterini pozze
fontane condocti forni chiostre scale finestre balestriere vie strade
piaze da mercato e altre dearabulatorii coperti e scoperti con
loro debiti Symmetrie de proportioni e proportionalita al corpo
tutto delo hedificio e suoi parti e membri interiori e exteriori.
di quali a pieno parla el nostra Victruuio e ancora frontino al
proposito de aque ductibus corame apere neli antiqui archi Ro-
mani verso marini, a terme de Diocletiano directi e altri bagni
de Pozuolo e Viterbo etc. Circa liquali non poco symraetria
de proportioni e proportionalita se ricerca medesimamente ala
impresa futura lasaeremo e per ora solo vnaltra a tutte le tre
## p. 129 (#141) ############################################
sopradette molto necessaria discoriremo che senza dubio mi
rendo certo asai ve sira proficua, nela quale al presente com-
prendo voi al tutto esser ben accomodati imitando de scultura
fidia e praxitello. di quali in monte cauallo a Roma lopere ren-
dano chiari e perpetuo celebrati. Peroche nulla parte de dieta
Architectura non e possibile al tutto bene essere adorna se de
conzi ligiadri marmorei porfirii serpentini o altre sorti differenti
prete non sieno adorni comme de colonne cornici e frontespici.
e altri ornamenti si ala parte defensiua e publica oportuna
comme ala parte dele sacre. E perche questa parte tanto
più rende li hedificii ornati quanto ella con più debita dili-
gentia de proportioni proportionalita ella sia disposta lequali
cose a voi e cadauno in tale exercitandose summamente sonno
necessarie. Dela quale benché a pieno explicite non ne parli el
nostro Victruuio comme el tutto presupponendola pero qui
distincta mente me sforzerò con lui debitamente renderuela
chiara e aperta quanto al buon lapicido aspecti presuposto in
epso alquanto de disegno e notitia delibella e circino ouer sexto.
senza li cui instrumenti non si polo effecto consequire. E del
nostro discorso faremo tre succinte parti secondo el numero
deli tre exempli posti in principio de quest opera detto dela
diuina proportione. Cioè primo diremo dela humana proportione
respecto al suo corpo e membri pero che dal corpo humano
ogni mesura con sue denominationideriua e in epso tutte sorti de
proportioni e proportionalita se ritroua con lo deto de laltissimo
mediante li intrinseci secreti dela natura. E per questo tutte
nostre mesure e instrumenti a dimensioni deputati perii publici
e priuati comme e dicto sonno denominate dal corpo humano
luna detto bracio laltro passo . laltro pede . palma . cubito . digito .
testa . etc. E cosi comme dici el nostro Victruuio a sua simili-
tudine dobiam proportionare ogni hedificio con tutto el corpo
ben a suoi membri proportionato. E per questo prima diremo
de epsa mesura humana con suoi proportioni a suoi membri
secondo la quale ve arete aregere in vostre opere lapicide ma-
xime de frontespicii e altre degne faciate de templi posti epal-
lazzi quali sempre se costumo adornarli de colonne cornici e
architraui comme apieno ne dici el nostro Victruuio. Ma perche
li suoi dicti ali tempi nostri male da noi sonno intesi per essere
Quellenschriften f. Kunstgesch. N. F. II. q
## p. 130 (#142) ############################################
i3o
in vero alquanto strani! commo epso proprio lodice che constrecti
dalo effecto deli artifìtii foron posti per la qual cosa nel suo
libro dici cosi. Id autem in architecture conscriptionibus non
potest fieri quod vocabula ex artis propria necessitate concepta
in consueto sermone adiiciunt sensibus obscuritatem: Cum ea
ergo per se non sint aperta: nec pateant in eorum consuetudine
nomina etc. Questo nel prohemio de suo 5. libro de larchitec-
tura. Doue inferesci che se li storiografi narrano lor storia hano
li lor vocabuli acomodati eli poeti loro piedi emesure con loro
acenti terminati etc. Manon interuen cosi ali architecti quali
bisogna che sforzatamente vsino vocabuli stranii che alintellecto
generano alquanto de oscurità etc. E pero mi sforzaro lor senso
aprire in modo quanto alointento ^) aspecti fia bastante. E prima
diremo dele colonne tonde comme in li edifitii le habiate con
nostri scarpeli debitamente 2) disponere si per la forteza a sub-
stentatione delo hedifitio comme per lor ornamento. E poi di-
remo delo epistilio o vero architraue e sua compositione. Deli
quali habiando detto poi li situaremo in lopera de vna porta
qual fia asimiUtudine di quella del tempio de Salamone in Hie-
rusalem^) prenunciata per lo propheta ezechiel con laltre dispo-
sitioni. E voi poi per vostro ingegno potreti più o manco
farne .