In quello sieno differenti le tre specie de diete¶
Translation¶
Note
English translation to be added.
Notes¶
Note
Notes to be added.
Original Text¶
Quando vna linea recta fia diuisa secondo la proportione
hauente el mezzo e doi extremi (che cosi per altro nome dali
sapienti fia nuncupata la nostra prelibata proportione) se ala sua
magior parte se agionga la mita de tuta la linea cosi proportio-
nalmente diuisa. Sequitara de necessita chel quadrato de lor
congionto sempre sia quincuplo cioè 5 tanto del quadrato de
dieta mita integrale. Nanze che più oltra se proceda e da chia-
rire commo dieta proportione fra le quantità la sabia intendere
e interporre e commo dali sapientissimi in lor volumi fia chia-
mata. Onde dico lei esser detta proportio habens medium et duo
extrema cioè proportione hauente el mezzo e doi extremi. qual
fia propria passione dogni ternario. Peroche qual voi ternario
asegnato quello sempre bara el mezzo con li doi suoi extremi.
perche mai el mezzo senza lor se intende. E in tal modo se
insegna dmidere vna quantità nella 19. del 6. hauendo prima
descrìpto nella 3. diffinitione del 6. commo cosi diuiderla se
debia intendere. Benché nel suo 2. per la 11. demostri diuidere
la linea sotto la medesima virtù e forza non altramente nomi-
nando proportione fin chel 5. non passasse, e dal Campano se
aduci fra li numeri nella 16. del 9. E questo quanto ala sua
denominatione.
(Gomme se intendino el suo mezzo eli suoi extremi.)
Inteso comme la nostra proportione per suo particular
nome fia chiamata, resta a chiarire comme dicto mezzo e anco
extremi in qual voi quantità se habino a intendere e commo
bisogna sienno conditionati, acio fra loro se habia a retrouare
dieta diuina proportione. Per la qual cosa e da sapere commo
nel quinto se asegna che sempre fra tre termini de vn mede-
simo genere de necessita sonno doi habitudini o vogliam dire
proportioni cioè vna fral primo termino el secondo, laltra fral
secondo el terzo, verbi gratia. Sienno tre quantità de medesimo
genere (che altramente non se intende esserui fra loro propor-
tione) la prima sia a. e sia 9. per numero, la seconda b, e
sia ó. la terza e. e sia 4. Dico che fra loro sonno doi propor-
tioni luna dal a. al b. cioè dal 9. al 6. la quale fra le commune
in lopera nostra ehiamamo sexquialtera e fia quando el magior
termino contene el menore vnauolta e mezza. Pero chel 9. conten 6.
e ancor 3. qual fia mita del 6. e per questo fia detta sexquialtera.
Ma perche qui non intendiamo dire dele proportioni in genere
per hauerne diffusamente apieno tractato e chiarito insiemi con
le proportionalita nella preaducta opera nostra, pero qui de loro
non me curo altramente extendere. ma sempre tutto quello in
commune de lor dicto se habia con loro diffinitioni e diuisioni
a presuporre. E solo de questa vnica al presente sia nostro dis-
corso per non trouarse di lei con tale e tanto vtilissimo pro-
cesso per alcuno esserne inanze tractato. Ora tornando alo in-
cepto proposito dele tre quantità, e fia ancora dala seconda b.
ala terza e. cioè dal 6. al 4. vnaltra proportione similmente sex-
quialtera. Delequali o sienno simili o dissimili al presente non
curiamo. Ma solo lo intento fia per chiarire, commo fra tre ter-
mini de medesimo genere se habia de necessita retrouare doi
proportioni Dico similmente la nostra diuina obseruare le mede-
sime conditioni. cioè che sempre fra li suoi tre termini: cioè
mezzo e doi extremi inuariabilmente contene doi proportioni
sempre de vna medesima denominatione. Laqual còsa de laltre
o sienno continue ouer discontinue pò in infiniti varii modi
aduenire. Pero che aleuolte fra lor tre termini sira dupla alcuna
volta tripla: et sic in ceteris discorrendo per tutte le communi
specie. Ma fral mezzo ai extremi de questa nostra non e possi-
bile poterse uariare commo se dirà. Diche meritamente fo la
quarta conuenientia col sommo opefici. e che la sia connumerata
fra laltre proportioni senza specie e altra differentia seruando
le conditioni de loro diffinitioni in questo la possiamo asemig-
liare al nostro saluatore qual venne non per soluere la legi anzi
per adempirla e con gliomini conuerso facendose subdito e obe-
diente a Maria e Joseph. Cosi questa nostra proportione dal
ciel mandata con laltre sacompagna in diffinitione e condictioni
e non le degrada anzi le magnifica più ampiamente tenendo
el principato de iunita fra tutte le quantità indifferentemente e
mai mutandose commo del grande idio dici el nostro sancto
Seuerino. videlicet Stabilisque manens dat cuncta moueri. Per
la qual cosa e da sapere per poterla fra le occurrenti quantità
cognoscere che sempre fra li suoi tre termini inuariabilmente la
se ritroua disposta in la continua proportionalita in questo modo,
cioè chel producto del menore extrerao nel congionto del me-
nore e medio fia equale al quadrato del medio. E per con-
sequcntc per la io. diffinitione del quinto dicto congionto de
necessita sira ci suo magiore extremo. e quando cosi se trounio
ordinate tre quantità in qual voi genere quelle son diete secondo
la proportione hauente el mezzo e doi extremi. el suo magiore
extremo sempre fia el congionto del menore e medio. Che
possiamo dire dicto magiore extremo essere tutta la quantità
diuisa in quelle doi tal parti cioè menor extremo e medio a
quella condictione. El perche e da notare dieta proportione non
poter essere rationale, ne mai poterse el menore extremo nel
medio per alcun numero denominare siando el magior extremo
rationale. Pero che sempre siranno irrationali. commo de sotto
apertose dira. E questo al terzo modo conuen con idio vt
supra.
(Gommo se intendi la quantità diuisa secondo la propor-
tione hauente el mezzo e doi extrerai.)
Gap. VIIL
Dobiamo sapere che queste cose ben notate a diuidere
vna quantità secondo la proportione hauente el mezzo edoi ex-
tremi. voi dir di quella far doi tal parti inequali chel producto
dela menore intutta dieta quantità indiuisa sia quanto el qua-
drato dela magior parte, comme per la 3. diffinitione del 6.
dechiara el nostro philosopho. E pero quando mai nel caso non
se nominasse diuidere dieta quantità. Secondo la proportione
hauente el mezzo e doi extremi ma solo dicesse el caso farne
doi parti cosi conditionate chel producto de luna in tutta dieta
quantità saguagli al quadrato de laltra parte a ehi ben intende
e in larte sia experto deue el proposito a dieta nostra propor-
tione redure, pero che altramente non se pò interpretare, verbi
gratia. Ghi dicesse famme de io. doi tal parti che multiplicata
luna per io. facia quanto laltra multiplicata in se medesima.
Questo caso e altri simili operando secondo li documenti da
noi dati nella pratica speculatiua detta algebra e almueabala per
altro nome la regola dela cosa posta in la prealegata opera
nostra se trouana soluto, luna parte cioè la menore esser i5. m.
R. 125. e laltra magiore fia R. I25. m. 5. Lequali parti cosi
deseripte sonno irrationali e nellarte se chiamano residui. Deli
quali le specie asegna el nostro philosopho nella 79. del io.
esser o. E vulgarmente diete parti se prefereseano cosila me-
nore quando dici meno radice de centouentieinque. E voi dir
tal parlare. Presa la R. de i25. qual fia poco più de 11. E
quella tracta de i5. che restara poco più de 3. O vogliam dire
poco meno de 4. Eia magiore se proferesci R. de i25. meno 5.
E voi dire presa la radice de i25. qual e poco più de 11.
commo e dicto e di quella tracto 5. che restarla poco più de
6. o vogliam dire poco meno de 7. per dieta magior parte.
Ma simili acti de multiplicare, sumraare. sottrare partire de re-
sidui binomii e Radici e tutte altre quantità rationali e irratio-
nal! sani e rotti in tutti modi per hauerli nella prefata opera
nostra apieno dimostri in questo non curo replicarli e solo
se atende a dire cose noue e non legia diete a reiterare. E cosi
diuisa ogni' quantità sempre haremo tre termini ordinati in la
continua proportionalita che luna sira tutta la quantità cosi
diuisa. cioè el magiore extremo. commo qui nel proposto caso io.
E laltro fia la magiore parte cioè el medio. Gomme e R. i25.
m. 5. el terzo menor fìa i5 m. R. i25. fra li quali fia la me-
desima proportione. Cioè dal primo al secondo commo dal se-
condo al terzo, e cosi per laduerso cioè dal terzo al secondo
commo dal secondo al primo. E tanto fa multiplicare el me-
nore cioè o. m. R. i25. via el magiore che e io. quanto a
multiplicare el medio in se. cioè R. i25 m. 5 che luno e laltro
producto fìa i5o m. R. i25oo. si commo recercha la nostra
proportione. E per questo io. fìa dicto esser diuiso secondo la
proportione hauente el mezzo e doi extremi. eia sua magior
parte fìa R. i25 m. 5. eia menore fìa i5. m. R. I25 che luna
elaltra de necessita fìa irrationale, commo se proua per la sexta
del terzodecimo, e ancora in la vndecima del secondo e 16. del
9. questo a notitia dela quantità cosi diuisa.
(Che cosa sia radici de numero e de altra quantità.)
Cap, IX.
E perche nel nostro processo spesso acadera nominare Ra-
dici pero sucinte qui me par chiarire quello importi, auenga
che diffusamente nellopera nostra ne sia dicto in tutti modi.
Non dimeno dico la radice de vna quantità essere medesima-
mente vna quantità laquale multiplicata in se fa quella quan-
tità delaquale ella fia detta esser Radice e quella tal multipli-
catione facta in se se chiama quadrato de dieta radice. Commo
diciamo la R. d. 9. esser 3. e de 16. esser 4. e de 25. esser 5 cosi
neglialtri e 9. e 16. e 25 sonno detti quadrati. E per questo e da
sapere che sono alcune quantità lequali non hano R. che per
numero aponto se possa nominare. Gommo io, non ha numero
che in se multipHcato facia epso io. aponto. e cosi 11. 12. i3.
e altri simih. E pero sonno e nascano de doi sorte R. luna
detta discreta ,0 vogham dire rationale e fia che per numero
aponto se pò asegnare corno de 9 la R. fia 3. E lai tra e detta
sorda, e fia quella che per numero non se pò aponto dare.
Gommo habiam detto dela R. de io. e altri. E queste per altro
nome son dette irrationali. impero che tutte quelle quantità che
per numero aponto non se possano asegnare in larte sonno
dette irrationali. e quelli che per numero se possano dare sonno
dette rationah. E questo al proposito nostro dele R. basti.
(Sequela del primo proposto effecto.)