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Original Text

Questo vocabulo Mathematico excelso Duca fia greco deri-
 uato dal) ^he in nostra lengua sona quanto a dire dis-

 ciplinabile, e al proposito nostro per scientie e discipline mathe-
 matìci se intendano . Arithmetica . Geometria . Astrologia . Musica.
 Prospectiua . ArchitectUra . e Cosmographia . e qualunc altra da-
 queste dependente. Non dimeno communamente per li saui. le
 quatro prime se prendano, cioè Arithmetica . Geometria . Astro-
 nomia . e Musica . e laltre sienno dette subalternate cioè da
 queste quatro dependenti. Cosi voi Platone e Aristotele e ysidoro
 in le sue ethimologie. El seuerin Boethio in tua Arithmetica.
 Ma el nostro iudicio benché imbecille e basso sia o tre o cin-
 que ne constregni. cioè Arithmetica . Geometria . e Astronomia
 excludendo la musica' da diete per tante ragioni quante loro
 dale 5. La prospectiua e per tante ragioni quella agiongendo
 ale diete quatro per quante quelli ale diete nostre 3. la musica.
 Se questi dicano la musica contentare ludito vno di sensi natu-
 rali. E quella el vedere. Quale tanto e più degno quanto eglie
 prima porta alintellecto se dichino quella satende al numero
 sonoro e ala raesura importata nel tempo de sue prolationi. E
 quella al numero naturale secondo ogni sua diffinitione e a'a
 mesura dela linea visuale. Se quella recrea lanimo per larmonia.
 E questa per debita distantia e varietà de colori molto delecta.
 Se quella suoi armoniche proportioni considera. E questa le

 ') Hiür ist im Text eine leere Stelle für das griechische Won.

 arithmetici e geometrici. E breuiter excelso Duca finora e già
 son più anni che questo nel capo me tenzona. E da nullo ciò
 me facto chiaro per che più quatro che tre o cinque. Pur exi-
 stimo tanti saui non errare. E per lor dicti la mia ignoranza non
 si suelle. Oime chie quello che vedendo vna ligiadra figura con
 suoi debiti liniamenti ben disposta, a cui solo el fiato par che
 manchi, non la giudichi cosa più presto diuina che humana? E
 tanto la pictura immita lanatura quanto cosa dir se possa. El
 che agliochi nostri euidentemente apare nel prelibato simulacro
 de lardente desiderio de nostra salute, nel qual non e possibile
 con magiore viui li apostoli immaginare al suono dela voce
 delinfallibil verità quando disse: vnus vestrum me traditurus est.
 Doue con acti egesti luno alaltro e laltro a luno con viua e af-
 flicta admiratione par che parlino si degnamente con sua ligiadra
 mano el nostro Lionardo lo dispose. Gommo de Zeuso e Parra-
 sio se leggi in Plinio de picturis che siando a contrasto del
 medesimo exercitio con parrasio sfidandose de penello: quello
 feci vna cesta duna con suoi pampane inserta e posta in pub-
 lieo, gliucelli vinse commo auera a se getarse. E laltro feci vn
 velo alora Zeuso disse a parrhasio auendolo ancor lui posto in
 publico e credendo fosse velo che coprisse lopera sua facta a con-
 trasto leua via el velo e lascia vedere la tua a ognuno commo
 fo la mia e cosi rimase vincto. Perche se lui li vcelli animali
 irrationali e quello vno rationale e maestro ingannose forse el
 gran dilecto el summamore a quella (benché di lei ignaro) non
 minganna. E vniuersalraente non e gentil spirito achi la pictura
 non dilecta. Quando ancor luno e laltro animai rationale e irratio-
 nali a se alice. Onde con questo ancor mi staro saltro non vene
 che Je sien tre principali e laltre subalternate ouer cinque se
 quelli la musica connumerano e per niente mi pare la prospec-
 tiva da postergare conciosia chella non fia de men laude degna.
 E son certo per non essere articolo de fede me sira tolerato.
 E questo quanto al dicto nome aspeti.


 (De quelle cose chel lectore ala intelligentia de questo
 debia obseruare.)

 Cap. IV.

 Apresso per men briga nel sequente e da notare quando
 se allegara aleuolte la prima del primo la quarta del secondo
 la decima del quinto la 20. del 6. e cosi scorrendo fin al
 quintodecimo sempre se debìa intendere per la prima cotatione
 el numero dele conclusioni. E per la secondo cotatione el nu-
 mero deli libri del nostro philosopho Euclide quale al tutto
 immitamo commo archimandritta de queste faculta. Cioè dicendo
 per la quinta del primo voi dire per la quinta conclusione del
 suo primo libro: e cosi deglialtri libri partiali del suo libro
 totale deli elementi e primi principii de Arithmetica e Geo-
 metria. Ma quando lauctorita per noi aducta fosse daltra sua
 opera o ^daltro auctore quella tale e quel tale auctore nomina-
 remo. Ancora per molti varii caratheri e abreuiature che in si-
 mili faculta se costumano vsitare. maxime per noi commo se
 rechiede etiamdio a ciascunaltra. Onde la medicina vsa li
 suoi per scropoli: once: dragme: e manipoli. Li argentieri e
 gioielieri per grani dinari e caratti. li suoi li astrologi per Jone
 Mercurio Saturno Sole Luna e glialtri similmente li loro. Eli
 mercanti per lire soldi grossi e denari parimente diuersi con
 breuita. E questo solo per euitare la prolixita del scriuere e
 anco del leggere che altramente facendo empirebono de inchi-
 ostro molta carta. A simili ancora noi in le mathematici per
 algebra c^oe practica speculatiua altre che dinotano cosa censo
 e cubo eglialtri termini commo in la predicta opera nostra se
 contene. Del numero deliquali ancora in questo alcuni ne vsa-
 remo. e son quelli che dinanze in la tauola ponemmo. Simil-
 mente questi nomi, cioè multiplicatione producto rectangolo im-
 portano vna medesima cosa. E ancora questi cioè quadrato de
 vna quantità e potentia dalcuna quantità sonno vna medesima
 cosa: peroche la potentia dela linea fia respecto al suo quadrato
 per lultima del primo. E più che possa la linea fia el suo qua-
 drato. E queste cose conuen sieno obseruate aleuolte nel nostro
 processo: acio non se equivochi nel senso delle paroUe.

 (Del condecente titulo del presente tractato.)