Gap. Vili.¶
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Original Text¶
Non so pensare carissimi miei che el nostro compatriota
Leonbatista deli alberti Fiorentino, con lo quale più e più mesi
nel alma Roma altempo del pontifici Paulo Barbo da vinegia in
proprio domicilio con lui a sue spesi sempre ben tractato. ho^
mo certamente de grandissima perspicacita e doctrina in huma-
nita e rhetorica. comme apare pel suo alto dire nela sua opera
de architectura. In la quale tanto ampiamente parlando non
habia obseruato in epsa el morale documento: qual rende licito
a cadauno douere per la patria combattere. E lui non che de
facti sua de qualche parolla in dieta opera commendarla. Anzi
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più presto lonore che da altri li fia atribuito li la in gran parte
spento in questo architectonica faculta. Peroche Victruuio in
molti luochi del suo libro la magnifica si per le colonne, comme
ancora de laltre parti dicendo aleuolte depse colonne ornate
Toscanico more con sua maxima commendatione. e aleuolte
dicendo, vt in tuscanicis apparet. le qual cose non dice senon
in laude e commendatione. El nostro Leonbatista in quelli tali
luoghi dici Italico more chiamandole Italiche, e per verummodo
li dici Tuscane: che certo non fia senza grandissima admiratione.
conciosia che sempre da quella lui e suoi semprene sono stati
honorati. Pero diro con lapostolo. Laudo vos: sed in hoc non
laudo etc. E pero me par conueniente qui dirne e di lei con
lo nostro Victruuio e anche de laltre con verità, doue se tro-
uino oggi in Italia colonne maxime rotonde che senon in tutto
ma in gran parti seruano li antichi documenti: Maxime del
nostro Victruuio. Ilche ancora costuma Victruuio. obseruare quando
in Roma non trouaua quelle parti de larchitectura che tractaua
apertamente diceua. Sed Romae tale genus non habetur sed
Athenis vel alibi, comme a lui era noto. Cosi diro a voi. In
Firenze trono dieta Architectura molto magnificata, maxime poi
chel Magnifico Lorenze medici sene comenzo a delectare: qual
de modelli molto in epsa era prontissimo che a me fo noto
per vno che con sue mani dispose al suo grandissimo domestico
Giuliano da magliano del degno palazzo detto dogliuolo ala cita
de Napoli doue in quel tempo me trouauo con lo nostro Catano
catani dal borgo e molti altri nostri mercadanti borghesi. In
modo che chi oggi voi fabricare in Italia e fore subito recorreno
a Firenze per Architecti. Si dico el vero lo effecto noi nasconde
andate in firenze e per lor ville non si troua in Italia si bene
con tutta diligentia hedificii formati. Doue de colonne nostre
parlando trouarete in sancta croci conuento nostro al capitolode
parechii dignissimamente disposte a symmetria de tutte laltre
parti de dicto capitolo qual e dele degne fabriche ditalia. Ancora
in sancto Spirito fabricha moderna asai aconze e ben disposte
colonne e molto più senza comparation nel degno e ornatissimo
patronata dela Magnifica casa di Medici Sancta Lorenzo qual
fra glialtri ali di nostri in Italia fabricati non ha pare, ceteris dico
paribus. In epso sonno con tutto ordine de Symmetrie e lor
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proportioni situate asai colonne. Ancora nel domo de Pisa:
auenga che sieno de più sorti agolupate equiui facto ne vn
canneto che si comprende che de diuerse parti quiui sonno
translatate. Quelle similmente secondo alcuni poste deuanze
pantheon a Roma, benché sieno de grandissima mola non di-
meno non hano la lor debita conuenientia daltezza alor basi
e capitelli, comme si conuerebbe a iudicio de chi ben in larte
sia experto. Cosi medesimamente se dici de quelle de sancto
Pietro e sancto Paulo extra muros. Ma quelle che sonno nanze
a laltare de sancto Pietro facte auite forono postate da Hyeru-
salem traete del tempio de Salamene, delequali luna ha la im-
mensa virtù contra li spiriti mali: comme più volte ho veduto
per lo suo sanctissimo tacto che feci el nostro saluatore Jesu
Christo. De queste non si da norma se non quanto aloro altezza
e basa e capitello, ma non de tal viticcio: pero che pò essere
più stretto e più largo alibito de lochio. el medesimo dico de
quelle che in Vinegia sonno in su la piaza de san Marco. Quali
benché sien grande e grosse non obseruano la debita symmetria.
pero che se ben si guarda tendano fortemente in acuzzo e pon-
tito. Ma ben apertamente ve dico che in niuna parte de Italia
mai ho veduto, ne credo ogi sia la più proportionata colonna
rotonda con suo capitello e altezza e grossezza. Saluo che la
non e situata in' su la sua propria basa, ma in su vno capitello
rouerso e alochio responde con tutta venusta, quale ancora non
fo facta comme credo per stare in quel luogo. Questa carissimi
miei e qui nela cita de Viregia nel capitolo deli fratri menori
conuento nostro detta la Ca grande doue se costuma legere dali
sacri doctori nel secondo chiostro. Si che quando qui capitaste
so non ve sira tedio landare a vederla e con vostro filo e in-
strumento comme a questi di con alcuni miei discipuli el simile
ho facto etc.
(Dele colonne laterate.)
Cap. IX.
Con succinto discorso a vostra bastanza hauendo dicto dele
colonne rotonde me parso condecente ancora dele laterate al-
cuna cosa dire acio paia la loro fabrica fra laltre non essere
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inutile, conciosia che grandissima venusta oltra el sustegno del
peso neu hedificii rendine neliaspecto, Dele quali in vero non
diro altro senon quello che dele tonde finora habiam detto con-
fidandome nelli vostri peregrini ingegni, e con quella parte,
maxime a ogni operante necessaria qual da me hauete con
diligentia intesa, cioè de numeri e misure con la pratica de
loro proportioni: con lequali mi rendo certissimo che sempre
le saperete proportionare con li vostri acomodati strumenti cir-
cino e libella cioè mediante la linea recta e curua. con le quali
comme sopra fo detto ogni operatione a degno fine se conduce.
Gomme in le letere antiche in questo nostro volume preposte
aperto se vede; qual sempre con tondi e quadri sonno facte
quando mai non fosse penna ne penello. E benché se dica esser
difficile el tondo al quadro proportionare: con scientia de qua-
dratura circuii secondo tutti li philosophi sit scibilis et dabihs.
quamuis nonduum sit scita ncque data. Forse in questo di e
nato chi la darà, comme a me a ogni vno che la negasse me
otfero palpabiliter mostrarla. Adonca altro non pico se non
quello che circa loro denanze in questo fra li corpi regulari e
dependenti ho detto. Pero a quel luogo ve remeto e aperto
trouarete.
(Dele pyramidi tonde e laterate.)