Dela mesura e proportioni del corpo humano.

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Original Text

Dobiam considerare comme dici piatone nel suo thìmeo
 tractando dela natura de luniuerso. Idio plasmando Ihomo li
 pose la testa in lasumita asimiUtudine dele roche e forteze nele
 cita acio la fosse guardia de tutto lo hedifitio corporale cioè de
 tutti li altri membri inferiori. E quella armo e muni de tutte
 le oportunita necessarie comme apare con 7. balestriere cioè 7.
 basi per li quali lo intellecto hauesse a imprendere le cose exte-

 1) che zu ergänzen.

 ■-) a zu ergänzen.

 3) Vgl. die betreffende Zeichnung am Ende des Tractats,




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 riori equeste sonno le dei orechie li doi ochi li doi basi al
 naso. El septimo la bocca. Peroche commo la maxima phylo-
 sophyca canta nihil est in intellectu quin prius sit in sensu.
 Onde li sentimenti humani sonno 5 cioè vedere odire sentire
 toccare e gustare. E di qua nasci el prouerbio literale qual
 dici. Quando Caput dolet cetera membra languent asimilitu-
 dine de diete forteze nele cita quando sonno vexate emolestate
 da linimici con machine militari dartegliarie briccole trabochi
 catapucie baliste bombarde passauolanti schiopeti archibusi cSr-
 taldi basalischi. E altri nocini. Tuta lacita nesente pena con
 gran dubitanza de salute. Cosi aduene alomo quando el sia
 molestato e impedito nella testa tutti li altri membri neuengano
 apatire. E pero la natura ministra dela diuinita formando lomo
 dispose el suo capo con tutte debite proportioni. correspondenti
 a tutte laltre parti del suo corpo. E per questo li antichi con-
 siderata la debita dispositione del corpo humano tutte le loro
 opere maxime li templi sacri ala sua proportione le disponi-
 uano. Peroche in quello trouauano le doi principalissime figure
 senza le quali non e possibile alcuna cosa operare cioè la cir-
 cular perfectissima edi tutte laltre ysoperimetrarum capacissima
 comme dici Dionisio in quel de speris. Laltra laquadrata equi-
 latera. E queste sonno quelle che sonno causate dale doi linee
 principali cioè. Curua e recta. Dela circulare se manifesta sten-
 dendose vno homo supino e aprendo ben quanto sia possibile le
 gambe e li braccia aponto el bellico fia centro de tutto suo
 sito in modo che habiando vn filo longo abastanza edi quello
 fermando vn capo in dicto belico. Elaltro atorno circinando tro-
 uarasse aponto che equalmente toccara la summita del capo
 eie ponti deli deti medii dele mani e quelle deh deti grossi
 deh piedi che sonno condictioni requisite ala vera diffinitione
 del cerchio posta dal nostro Euclide nel principio del suo primo
 hbro. La quadrata ancora se hauera spansi similmente le braccia
 eie gambe e dale extremita deli deti grossi de piedi ale ponti
 deh deti medii deh mani tirando le linee recte in modo che
 tanto fia dala ponta del deto grosso deluno de piedi alaltra
 ponta delaltro pede quanto dalacima dele deti medii dele
 mani a diete ponti deli deti grossi deli piedi, e tanto ancora
 aponto dala cima deli dicti deti medii dele mani da luno




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 a laltro tirando la linea quando adrito ben sieno le brac-
 cia spansi e tanto aponto fia laltezza ouer longhezze de
 tutto Ihomo siando ben formato e non monstruoso che cosi
 sempre se presupone comme dici el nostro Victruuio el suo
 nobilissimo membro exteriore cioè testa se ben se guarda se
 trouera formata in su la forma dela prima figura in le recte
 linee cioè triangula equilatera dieta ysopleuros posta per fonda-
 mento e principio de tutti li altri sequenti libri dal nostro
 Euclide nel primo luogo del suo primo libro. Quando dixe
 triangulum equilaterum supra datam lineam rectam collocare.
 La qual cosa qui lochio nella presente figura chiaro vel dimo-
 stra. Se ben li contorni de tutta dieta testa se considera. Comme
 vedete el triangulo amk. delati equali formato, i) E sopra ellato
 suo mk. fatto el tetragono longo kmsb. largo quanto el catheto a
 ala basa mk. qual per non ofuscare el naso conlettara lasciai.
 Equesto lato mk. qual fia tutto el frontespitio de dieta testa fia
 diuiso in tre parti nel ponto 1 termino dele nare del naso. In
 modo che tanto fia mi. quanto dal 1. ;a diete nare. E da diete
 nare al k. piano del mento che cadauna fia la terza parte del
 mk. Onde da linfimo dela fronte cauo del naso 1, al ceglio
 fin ale radici de capelli, m. cioè fin alacima dela fronte fia el
 terzo de dicto lato mk. siche lasua fronte fia aponto alta la
 terza parte de tutta la testa el naso similmente ne fia laltro
 terzo. E da diete nare fin al pian del mento houer k. ne fia
 vnaltro terzo. E questo vltimo terzo ancora se diuide in tre
 altre parti equali che luna ne fia dale nare ala bocca laltra dala
 bocca al cauo del mento la terza da dicto cauo al pian dei
 mento k. In modo che cadauna fia el nono de tutta mk. cioè
 el terzo de vn terzo benchel mento alquanto deuii del profilo
 dela facia mk. comme vedi desegnato in dieta figura la cui
 quantità a noi non e nota precise ma solo quella li egregii
 pictori lano dala natura reseruata ala gratia e albitrio de lochio.
 E questa fia vna specie dele proportionì irrationali qual per
 numero non e possibile anominare. El simile se dici dela di-
 stantia dala radici deli capelli ala fine de langalo m. quale an-
 cora al quanto da quello se discosta comme vedi che altramente

 ') Vgl. die betr. Figur am Ende des Traclats.




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 non hauerebe gratia alochio. Eia perpendiculare a. ouer catheto
 aponto fia directa ala tomba del naso e taglia el profilo mk.
 nel mezzo precise neli ben proportionati edebitamente disposti
 e non monstruosi. E queste parti narrate finora al suo profilo
 tutte vengano a essere rationali e a noi note. Ma doue interuene
 la irrationalita dele proportioni cioè che per alcun modo non
 se possono nominare per numero restano al degno arbitrio del
 prospectiuo qual con sua gratia le ha aterminare. Peroche larte
 imita la natura quanto li sia possibile. E se aponto larteficio
 facesse quello che la natura ha facto non se chiamaria arte ma
 vnaltra natura totahter ala prima simile che verebe a essere la-
 medesima. Questo dico acio non vi dobiàte marauegliare se tutte
 cose aponto non respondano ale mani delopefice peroche non
 e possibile. E di qua nasci che li sauii dicano le scientie e disci-
 pline mathematici essere abstracte e mai actualiter non e possi-
 bile ponerle in esse visibili. Onde el ponto linea superficie e
 ognaltra figura mai la mano la pò formare. E benché noi chia-
 mamo ponto quel tal segno che con la ponta dela penna o
 altro stilo se facia non e quello pero ponto mathematico da
 lui diffinito comme nelle prime parolle deli suoi elementi el
 nostro Euclide diffinisci quando dice: Punctus est cujus pars
 non est. E cosi diciamo de tutti li altri principi! mathematici
 e figure douerse intenderle abstracte dala materia. E benché noi
 li diciamo punto linea etc. Lo faciamo perche non habiamo
 vocabuli più proprii a exprimer lor concepti et cetera. E questo
 basti quanto ala proportionale diuisione del profilo dela testa
 fiumana debitamente formata lasciando el superfluo ala gratia
 delopefice commo la tomba dei cegfio e ponta del naso benché
 dale nare a dieta ponta comunamente li se dia el nono del
 profilo pur aponto non sepo terminare con proportione a noi
 nota comme de sopra del mento fo detto. Ideo etc.

 (Dela distantia del profilo al cotozzo de dieta testa cioè al

 ponto a. qual chiamano cotozzo edele parti che in quella se

 interpongano ochio e oregia.)